Come è nato il nostro Monteficalle IGT

Siamo alla fine degli anni ‘70, primi anni ‘80, in Toscana e anche nel Chianti, i disciplinari di produzione che regolano le DOC sono rimasti ancorati ad una concezione oramai vecchia dove si premia la quantità a discapito della qualità e non si favoriscono l’introduzione di tecniche enologiche al passo con i tempi.

Ad esempio, in quegli anni, un’azienda vitivinicola che avesse voluto produrre un vino 100% Sangiovese o comunque 100% da uve a bacca nera non avrebbe potuto etichettarlo come Chianti Classico, in quanto il disciplinare imponeva l’utilizzo minimo di una percentuale di vitigni a bacca bianca.

Fu così che qualche viticoltore lungimirante, iniziò a produrre vini di qualità fuori dai disciplinari di produzione delle varie DOC. Questi vini potevano essere etichettati all’epoca solo come Vini da Tavola (poi qualche anno più tardi anche come IGT) e per distinguerli dai vini economici di bassa qualità che indicavano la stessa terminologia in etichetta, i critici americani cominciarono a chiamarli Supertuscans.

Il termine Supertuscan indicava quindi un vino di alta qualità, ma ogni azienda aveva il suo stile e la sua filosofia, chi produceva questi vini magari con 100% Sangiovese, chi usava il Sangiovese in blend con vitigni internazionali, chi invece aveva deciso di abbandonare totalmente il Sangiovese a discapito degli altri.

In questo contesto ecco che anche a Fernando, nei primi anni 80, venne la voglia di provare a piantare qualche centinaio di viti di Cabernet Sauvignon e Merlot in un nuovo appezzamento nel podere a Montefioralle.

Il vino che, prodotto da queste nuove viti, vide la luce pochi anni dopo doveva avere un nome e un’etichetta diversa poichè si potesse distinguere dal Chianti Classico. Alla ricerca di una sorta di contrasto con un vino che era nuovo, fu deciso di utilizzare un nome antico: Monteficalle. Monteficalle (che suona tipo “Montagna dei Fichi”) era infatti l’antico nome dell’attuale borgo di Montefioralle (che suona invece come “Montagna dei Fiori) da cui prende il nome la nostra azienda.

Inizialmente il blend del Monteficalle era ⅓ Cabernet Sauvignon, ⅓ Merlot e ⅓ Sangiovese.
Dal 2010 per aumentare il carattere distintivo rispetto al nostro Chianti Classico  passammo al 40% Cabernet Sauvignon, 40% Merlot, 20% Sangiovese. Il Sangiovese che veniva utilizzato era comunque quello di più altà qualità, lo stesso che usavamo, preso dalle piante più vecchie, per il nostro Chianti Classico Riserva.

Nel 2014, annata in cui la produzione andò persa per oltre il 40% a causa di un’estate troppo piovosa, in mancanza di Sangiovese di alta qualità che doveva essere destinato tutto al Chianti Classico Riserva, cambiammo nuovamente blend:  50% Cabernet Sauvignon e 50% Merlot.

E così è rimasto in questi ultimi anni, le piante di Cabernet e Merlot sono ormai abbastanza vecchie per produrre un vino di alta qualità anche da sole e il miglior Sangiovese dei nostri vigneti viene destinato esclusivamente alla Chianti Classico Riserva e alla nuova tipologia di vino che è stata introdotta dal 2013: il Chianti Classico Gran Selezione.

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